Far nascere e crescere una piantina è sempre un’esperienza gratificante, lo è ancora di più quando possiamo godere dei suoi frutti.

Tutti gli amanti del piccante saranno d’accordo con me nel dire che coltivare il peperoncino in casa è un hobby molto soddisfacente.

Certo, non è così semplice e immediato come può sembrare però con il giusto impegno e la dovuta dedizione i risultati saranno strepitosi.

Vi dirò di più, i cespugli di cayenna o tabasco, ad esempio, sono così esteticamente particolari che anche se non amate la capsaicina potrete godervi la pianta come solo oggetto ornamentale, i frutti in gradazione di rosso e giallo ricordano, infatti, delle scenografiche fiamme.

Se seguirete i trucchetti che sto per svelarvi diventerà tutto molto più facile e potrete godervi i vostri amati peperoncini con il minimo sforzo.

La prima cosa da fare è prendersi cura dei semi, un seme ben preparato avrà maggiore possibilità di diventare una piantina forte e dagli ottimi frutti.

1. Scegliere i semi

Quando si decide di coltivare i peperoncini, spesso c’è già una conoscenza di base delle varie tipologie. Se così non fosse è bene informarsi perché ci sono varietà così piccanti da rendere insensibile l’apparato gustativo, altre invece hanno addirittura un retrogusto dolciastro.

  • Conoscenza delle Varie Tipologie: Essenziale per scegliere la varietà più adatta ai propri gusti e necessità.
  • Nivel di Piccantezza: Non superare il livello di piccantezza dell’habanero red se lo scopo è l’utilizzo in cucina.
  • Diversificare la Coltivazione: Aumenta la probabilità di successo.

Se siete degli appassionati del prodotto allora potrete sfidarvi a coltivare anche la tipologia più potente, la carolina reaper.

Per esperienza personale posso già anticiparvi che l’habanero orange sarà quello che con più facilità riuscirete a portare fino alla fruttificazione. Habanero red, habanero orange, cayenna, guardaincielo sono le mie varietà preferite e quelle che ogni anno metto in semina.

Risparmio di Semi: Se vi dedicherete costantemente a questo hobby non avrete bisogno di acquistare semini, perché vi basterà ogni anno mettere da parte quelli presenti all’interno di un solo peperoncino. La stessa cosa potrete farla se è vostro uso comprare peperoncini già pronti all’uso.

Acquisto di Kit da Semina: Se, invece, è la prima volta che vi cimentate in questa attività, vi consiglio di comprare un kit da semina su Amazon, in modo da avere a disposizione molte tipologie di semi e poter scegliere tra un’ampia varietà i vostri peperoncini preferiti.

 

Valutazione 5 su 5

“Acquistare un kit da semina è un ottimo punto di partenza per i principianti, offre varietà e facilità di scelta.”

2. Preparare i semi

Una volta che avete i vostri semini verrebbe da pensare che basti metterli nella terra per aver fatto la maggior parte del lavoro. Niente di più sbagliato.

Mi duole farvi sapere che non tutti i semini andranno a segno, ma per aumentarne la probabilità c’è un piccolo passaggio preliminare da fare che darà risultati sorprendenti.

Si tratta di mettere a bagno i semi nella camomilla. Attenzione, la camomilla non deve essere calda altrimenti accadrà l’opposto, i semi si cuoceranno diventando inutilizzabili.

Il mio consiglio è quello di procurarsi tanti bicchierini da caffè o ciotoline quante sono le varietà di semi che andremo a coltivare. Indicare con un pennarello o un post-it la tipologia di peperoncino e inserire all’interno dell’acqua calda da rubinetto.

Io per praticità utilizzo la camomilla solubile in modo da distribuire in modo pratico la polvere di una bustina in tutti i bicchierini.

Se avete invece la classica bustina da infusione, vi basterà prepararla in una capiente ciotola, teiera o caraffa e in seguito versarla nei piccoli contenitori.

I semi dovranno rimanere a bagno nella camomilla per due giorni in modo tale che il tegumento si ammorbidisca e permetta la germinazione.

Il periodo migliore per seminare i peperoncini è Gennaio o Febbraio, se le temperature di questi due mesi sono molto rigide aspettare Marzo andrà bene.

Effettuare la semina in altri periodi, invece, bloccherà la fruttificazione che ha bisogno del calore e delle ore di luce estive per avvenire.

3. Creare una Germbox

So che probabilmente, se vi siete appena affacciati al mondo della coltivazione, non vi sareste aspettati così tanti passaggi, ma fidatevi, se non farete questi step probabilmente non vedrete mai risultati e la vostra nuova passione scemerebbe a causa della delusione.

Seguendo questi pratici consigli, non solo risparmierete tempo, evitando sperimentazioni e tentativi su tentativi, ma vedrete molto più velocemente i frutti del vostro impegno.

Dopo aver fatto riposare a bagno i nostri semini, si deve passare alla fase di germinazione. Ora, se volete mettere in terra i semi siete liberi di farlo, ma lo sconsiglio, soprattutto alle persone impazienti perché non vedrete nulla per circa due o tre settimane e quindi o vi spazientirete o penserete ad un cocente fallimento.

Il mio consiglio è quello di effettuare la germinazione fuori dalla terra in modo da monitorare costantemente lo stato dei semi e poter intervenire nel modo più adeguato, nel caso in cui, ad esempio, le foglioline si incastrassero nel tegumento.

La germinazione non ha bisogno di luce, possiamo paragonare questa fase alla cova delle uova. È fondamentale il calore.

La temperatura ideale per permettere la germinazione si aggira intorno ai 20°, quindi poiché la semina del peperoncino si effettua i primi mesi dell’anno per poter godere dei frutti in estate, è bene effettuare questo step in casa in una stanza calda, vicino ad un termosifone ad esempio o in cucina che grazie all’uso di forni e fornelli è sempre la stanza con le temperature più alte.

In cosa consiste questa fase?

Procuratevi dello scottex, della carta igienica o dei fazzolettini di carta morbidi. L’ideale sarebbe avere anche una di quelle scatole in plastica con coperchio in cui i supermercati vendono i frutti di bosco, i pomodorini ciliegini o alcune tipologie di paste fresche. Nel caso non le avessimo andranno bene anche due contenitori in plastica, come quelli delle carote, per intenderci, che uniremo su un lato lungo con lo scotch per creare una sorta di scrigno richiudibile.

Le scatole dei mirtilli, ad esempio sono le migliori perché hanno già dei buchetti nella parte superiore, ma nel caso in cui le nostre scatole non li avessero possiamo forarle noi con delle forbici o un coltello.

Inseriamo all’interno di questa scatola due scottex ripiegati affinché ne ricoprano la base, dopodichè bagnamoli in modo che siano intrisi, ma non grondanti, d’acqua, usare uno spruzzino sarà l’ideale per ottenere l’effetto desiderato.

Ora basterà appoggiare i semini sugli scottex bagnati mantenendo la divisione per varietà e la nostra germbox sarà pronta.

È importante che i semi siano sempre circondati da umidità ma mai zuppi d’acqua, quindi per scongiurare qualsiasi problema possiamo ricoprirli con un altro foglio di scottex e andare quotidianamente ad innaffiare spruzzando l’acqua sullo scottex di copertura e non direttamente sul seme.

La nostra scatoletta va tenuta chiusa e in un punto che abbia almeno mezza giornata di calore, come un termosifone, il case di un computer, un router, una resistenza di un elettrodomestico che produca calore.

I tempi di germinazione variano di specie in specie, ma, se avremo fatto tutto correttamente, dopo 15 giorni potremo vedere le radici spuntare dal seme pronte per essere interrate.

Questi sono i passaggi fondamentali per fortificare il seme e avere maggiore probabilità di nascita delle piantine, da questo punto in poi basterà interarli e prendersene cura per poterne vedere i frutti.

Se vuoi avere maggiori garanzie per un risultato ottimale ti rimando al prossimo articolo sull’argomento in cui svelerò altri trucchetti per fare in modo che le piantine di peperoncino crescano sane e rigogliose.

Leggi anche: Trucchi per ottenere frutti rigogliosi e piccanti

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