Abbiamo già visto tutti i trucchetti per poter far germogliare tutti i nostri semi di peperoncino. Si tratta di consigli che diventano fondamentali soprattutto quando si decide di coltivare varietà particolari, i cui semi sono dei veri e propri tesori che non possiamo permetterci di sprecare.
Anche chi volesse sperimentare la coltivazione di peperoncini di varietà più popolari, però, troverà sicuramente giovamento da queste accortezze.
Una volta che i nostri semi nella gembox avranno tirato fuori le radici e sviluppato la prime foglioline, sarà il momento di metterli in terra ed esporli finalmente alla luce del sole.
Ecco gli step successivi per veder crescere e fruttificare le piantine di peperoncino.
Quando e come interrare?
Ci sono varie scuole di pensiero su quando mettere a dimora i semi. C’è chi li interra appena sbucano le prime radici e chi, come me, aspetta la schiusura totale del seme e la fuoriscita delle prime due foglioline. La mia scelta è dovuta al fatto che la piantina in questo modo è già più “forte” e ha maggiori speranze di crescita.
Qualsiasi sia la vostra preferenza avrete altre due alternative per interrare le piantine: dischetti di torba o terra.
GIORGIA GIO
Io utilizzo la terra perchè i dischetti di torba, da reidratare in acqua per farli espandere, sono più indicati se volete mettere il seme direttamente in terra senza passare dalla germbox.
Generalmente utilizzo un semenzaio, che altro non è che una scatola con vari spazi in cui inserire la terra e un coperchio in plastica trasparente per ricreare un effetto serra. Inserisco una piantina per buco in modo che abbia lo spazio necessario per crescere.
Ciò a cui sto attenta è di mischiare la terra con inerti, ossia pietre o materiale specifico, io uso la perlite ad esempio, che permetta al terreno di essere areato e di non compattarsi troppo ostacolando la distribuzione dell’acqua quando si innaffiano le piante.
Si possono usare anche bicchierini da caffè, forandoli sotto per evitare il ristagno d’acqua, oppure il rotolo di carta igienica terminato, ripiegato a formare un vasetto, che poi sarà perfetto da interrare, in quanto biodegradabile.
Esposizione alla luce
Ora le nostre piantine avranno bisogno di luce per crescere, quindi è opportuno metterle in un punto di buona esposizione, evitando, però, di posizionarle su balconi, se le temperature notturne fossero più basse di 15°.
Un’adeguata alternativa, se le temperature fossero ancora basse, è quella di provvedere alla crescita in casa procurandosi delle grow light, che ormai si trovano facilmente ovunque e a prezzi accessibili.
Si tratta di lampade con uno spettro di illuminazione che ricrea quella del sole, che si possono trovare in forma di lampade da tavolo o direttamente lampadine, ideali se disponiamo già di un porta lampada adeguato.
La pianta in questo modo non patirà il freddo e avrà l’adeguato apporto di luce per iniziare la fotosintesi clorofilliana che le permetterà di crescere: almeno 14 ore di luce al giorno.
Leggi anche: Le 3 regole d’oro per seminare i peperoncini in casa
Si tratta di lampade con uno spettro di illuminazione che ricrea quella del sole, che si possono trovare in forma di lampade da tavolo o direttamente lampadine, ideali se disponiamo già di un porta lampada adeguato.
La pianta in questo modo non patirà il freddo e avrà l’adeguato apporto di luce per iniziare la fotosintesi clorofilliana che le permetterà di crescere: almeno 14 ore di luce al giorno.
Innaffiature e travaso
Per far crescere al meglio le nostre piante l’acqua è un elemento importante. Mentre il terreno in fase di travaso dallo scottex deve essere bello bagnato, una volta che le piantine sono messe a dimora l’inaffiatura corretta prevede una bella spruzzatina d’acqua rigorosamente serale.
Spesso e volentieri l’acqua di rubinetto è calcarea e questo comprometterebbe la salute della piantina se gliela fornissimo, è anche vero che è impensabile innaffiare con acqua naturale minerale, sia per i prezzo finale che avrebbe questa coltura e sia perché la mineralizzazione dell’acqua in bottiglia potrebbe non essere indicata per la tipologia di pianta che vogliamo far crescere. Come fare?
Un trucco molto semplice è quello di riempire il giorno prima lo spruzzino con l’acqua del rubinetto in modo tale che decanterà e le sostanze di scarto, come il calcare, si depositeranno sul fondo permettendoci di andare ad innaffiare con un acqua adeguata.
La frequenza è generalmente di una volta al giorno, ma per appurare se sia la quantità giusta dovrete verificare che la terra da una volta all’altra sia quasi asciutta. Se è molto umida evitate di dare ulteriore acqua perchè l’umidità in questa fase è nemica del peperoncino. Quando la pianta avrà raggiunto i 5 cm evitate coperture effetto serra perchè un eccesso di umidità e la mancanza di ossigenazione potranno agevolare la formazione di funghi che rovineranno l’operato.
Quando la piantina avrà emesso la seconda coppia di foglie potrete trapiantare in un vaso vero e proprio singolarmente ogni piantina o, nel caso di un vaso grosso, posizionandone più di una ad una distanza di 15-20 cm l’una dall’altra per evitare che intralcino la rispettiva crescita. Via via che la pianta crescerà dovremo fornirle vasi di grandezza adeguata, soprattutto se ne abbiamo piantate più di una insieme.
Quando la pianta avrà raggiunto i 30 cm la dovremo posizionare nel vaso definitivo e fornirle anche un supporto nel caso in cui il fusto dovesse essere poco resistente al peso dei frutti. Uno o più stecchi da spiedini andranno benissimo per questa funzione, altrimenti in commercio ci sono strutture di sostegno più professionali.
Fertilizzanti
A partire dal primo travaso, per avere piante più rigogliose è indicato l’utilizzo di fertilizzanti.
A partire dal primo travaso, per avere piante più rigogliose è indicato l’utilizzo di fertilizzanti.
Io spruzzo un po’ di fertilizzante specifico per peperoncini, ricco in azoto, fosforo e potassio, una volta a settimana, diluendolo in acqua.
Se si vuole optare per il fai da te, anche disciogliere un’aspirina in acqua è un valido aiuto per la crescita delle piante.
Un errore comune che si fa, soprattutto chi è alle prima armi, è pensare che più concime vuol dire più frutti. Sfortunatamente non è così, infatti, l’uso del fertilizzante è un’arma a doppio taglio, un uso eccessivo potrebbe addirittura danneggiare permanentemente il nostro peperoncino.
Aumentare la piccantezza
Seguendo questi trucchi le nostre piante di peperoncino cresceranno sane e ricche di frutti. Per assicurarsi che i nostri peperoncini siano belli piccanti vi svelo un piccolo trucco da applicare qualche giorno prima della raccolta.
Quando i nostri peperoncini avranno un bel colore brillante e avranno raggiunto le dimensione medie del frutto della varietà che abbiamo scelto di coltivare vorrà dire che potremo occuparci del raccolto.
Prima di procedere, però, è bene lasciare la pianta senza acqua per qualche giorno, non più di due. Questo procedimento permetterà al frutto di accentrare i suoi succhi e avere, quindi, un maggior grado di piccantezza.
Maturità e raccolta
Per capire se un frutto è maturo al tatto non deve essere duro, un frutto pronto per la raccolta deve essere morbido. Un altro indice di maturazione avvenuta è il colore: quando si stabilizza per qualche giorno consecutivo allora il peperoncino è pronto per essere raccolto.
Come prelevare i frutti senza rovinare la pianta?
Usare le forbici è un metodo veloce e pratico, ma non creerà problemi alla pianta solo se le forbici saranno molto affilate. Se siete pratici praticate un taglio trasversale con il coltello, altrimenti usate le cesoie e tagliate 1 cm sopra il picciolo di ciascun frutto.
Ora sapete tutto ciò che può esservi utile per coltivare i peperoncini in casa. Se seguirete questi consigli il raccolto è garantito.
Buona coltivazione!

